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... ho avuto modo di leggere qualche anno fa una sua autobiografia e sono rimasta colpita tantissimo dalla vita di questa donna, qualcuno di lei dice "E' un aquila travestita da oca" ... concordo a pieno! Peccato che di lei si dica pochissimo, ma si sa, bisogna che uno muoia, per far si che se ne comprenda il valore ... che tristezza!! Biografia: Ha Debuttato accanto ad Alberto Sordi in Lo scapolo (1955), per le sue forme e la voce ingenua da bambina divenne una maggiorata da commedie a fianco di Sylva Koscina. Il suo primo ruolo importante è stato ne Il generale Della Rovere (1959) di Roberto Rossellini. Dopo La notte brava (1959), la sua carriera ebbe una brusca interruzione dopo la stroncatura al Festival del cinema di Venezia di Vanina Vanini (1961) di Roberto Rossellini, che ricevette asperrime critiche che oggi sono generalmente considerate eccessive per non dire del tutto gratuite (come il soprannome Canina Canini). Cruciale per la sua carriera è stato l'incontro con Federico Fellini, del quale diventerà amante (segreta) nella vita e sulla pellicola: nei due capolavori 8 e ½ (1963) e Giulietta degli spiriti (1964) è una femme fatale e disinibita, spesso messa in contrasto con donne (le mogli) dall'aspetto e la mentalità più borghesi. Per entrambi i film vincerà il Nastro d'Argento. E stata anche diretta, fra i tanti, da Luigi Zampa in Frenesia dell'estate (1963) e da Dino Risi in L'ombrellone (1968), da Antonio Pietrangeli in Adua e le sue compagne (1960) e La visita (1963). Dotata di non comuni doti d’attrice, con la sua sensibilità e le sue inquietudini è riuscita a superare gli schemi recitativi verso un'idea di vita sempre su un ideale palcoscenico. Il matrimonio e le maternità, a partire dal 1969 (con la nascita di Ciro e poi di Azzurra), misero in secondo piano la sua attività cinematografica, che interruppe definitivamente in favore della famiglia. Solo nel 1982 tornò al cinema per alcune apparizioni (Grog e Cenerentola '80), ma intanto si delineava già una nuova carriera televisiva. L'esperienza televisiva Forse spinta dall'amicizia con Bettino Craxi, ha condotto nel 1987 e 1988 per Raidue Piccoli Fans, una trasmissione pomeridiana per bambini, che tutto sommato è entrata nella storia della televisione italiana: la conduzione eccessivamente ingenua e bambinesca di Sandra (anche per la sua voce), che le varrà il soprannome Sandrocchia, e una seria di situazioni imbarazzanti, la resero così famosa al pubblico italiano da riuscire ad eclissare la stagione di successi cinematografici degli anni '50 e '60. A volte veniva sfiorato il ridicolo in onda, come con la catena dell'amore, chela Milo faceva per mano con i bambini cantando alee ooh ooh: il programma era già sotto tiro dei detrattori e buontemponi, finche si riuscì davvero a toccare il fondo. L'effetto "Ciro"Uno dei momenti più trash di tutta la storia televisiva italiana è uno scherzo di pessimo gusto fatto in diretta televisiva ai danni dell'affetto della Milo verso la sua famiglia: una donna chiamò dicendo che il figlio di Sandra, "Ciro", era in ospedale in seguito ad un incidente. La Milo non riuscì a trattenere le lacrime e se ne scappò dallo studio urlando Chi? Ciro?? Oddio!!. Queste parole furono poi riprese e mostrate continuamente e in tutti i modi possibili da trasmissioni come Blob e Target, rendendole così popolari da diventare anche il titolo, in seguito, di una trasmissione comica di Italia 1, Ciro, il figlio di Target, appunto. La Milo comunque, sebbene la carriera televisiva si potesse dire effettivamente conclusa, ha cercato di uscire a testa alta dall'imbarazzante situazione dosando maggiormente la sua immagine. Oggi la si trova in televisione senz'altro più raramente e con maggiore sobrietà. Nel 2003 è tornata al cinema dando l'ennesima prova del suo talento naturale nel film Il cuore altrove di Pupi Avati. Nel 2005 ha partecipato al reality show Ritorno al presente, classificandosi seconda. Curiosità
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